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Patti Smith - Teatro Romano (Verona) 19.06.2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Pasqualini   
Martedì 11 Agosto 2015 10:27

...quasi SETTANT'ANNI E NON SENTIRLI!!

smith01Sarà stata l'aria buona che ha scongiurato la pioggia, sarà l'ambiente sempre affascinante del Teatro Romano con il pubblico attaccato al palco e (una volta tanto!) poca security a rompere l'incantesimo del concerto dal vivo...sarà che la Patti davvero non sembra invecchiare nella mente, nel cuore e nelle gambe, quel che è certo è che il concerto di venerdì scorso è stato quanto di più esplosivo e catalizzante si possa vedere in giro dal vivo!!

Saranno tutte queste cose messe insieme...e probabilmente anche il fatto che questa generazione di settantenni ha talmente tanta buona musica da portare in giro per il mondo, che ogni evento è un centro pieno! Si va a colpo sicuro con loro!

La Patti è accompagnata dalla band di "Horses" , esordio epico di quarant'anni fa, che l'ha lanciata nel mondo del punk-new wave ,anticipandolo un attimo, con in più il figlio alla chitarra e basso.

Partenza col pianoforte di Tony Shanahan (colonna portante, che si alternerà poi anche a basso e chitarra) ad introdurre la sua personalissima versione di G-L-O-R-I-A (in excelsis deo), tanto per spiegarci dall'inizio che aria tira.
Dopo due minuti già si balla!!
Non si riesce a star fermi, il ritornello è potente e sottolineato dal basso e dallo scandire lettera per lettera il titolo!!
Già siamo sull'ottima strada!

 

 

Ci sono proprio tutte, le canzoni del suo "Horses" : Redondo Beach è la storia d'amore violenta tra due donne, terminata col suicidio di una, su up-tempo reggae e band in levare;
"Free Money" (come anche altre) sono i classici tre accordi che si ripetono per tutto il brano, con la batteria incalzante (e incazzata!) in progressione, segue in ordine preciso la "Kimberly" ipnotica, voce che "tira", nonostante il raffreddore.
smith02L'evocativa "Break It Up" che vede ai cori il fido Lenny Kaye e la band che cresce è l'occasione per ricordare il suo Vate Jim Morrison.
Tanti gli eroi nominati e fonti di ispirazione nella sua carriera : il marito Fred "Sonic" Smith, leader del gruppo proto punk MC5, il vecchio Jimi per il quale è stata composta "Elegie", il già citato Jim Morrison, del quale ancora adesso riprende le movenze sensuali (riesce ad esserlo a settant'anni...chissà com'era allora!) , la tenuta del palco sfacciata e carica di energia e simbolismo, i Ramones, surferpunkrockettoni americani ormai tutti morti, coi quali ha condiviso i primi palchi del CBGB's , l'Eterno Lou Reed..

Già : il "debito" Lou Reed viene ampiamente pagato nella lunghissima "Land", dove la voce, la musica, la gestualità di Patti si fanno ipnotiche e ti tengono lì a mezza via : vorresti ballare ma nel frattempo non perderti una sillaba né una mossa sue!!
Come carica le canzoni lei, non ne vedi molti!!

La band la asseconda sempre, anche nelle sue invettive contro governi e multinazionali, nelle sue prediche improvvisate , nella lettura di "Birdland" (fa strano vederla con gli occhiali...), nelle sue esplosioni di energia e vita che sempre riesce a trasmettere!

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I musici si alternano agli strumenti, in particolare Tony Shanahan il tastierista.
Buona anche la performance del figlio Jackson, tra basso e chitarra, mentre Jay Dee Dugherty spacca bene alla batteria ...e Lenny Kaye è il suo alter ego naturale!!

La scaletta prosegue con una sempre carica "Dancing Barefoot" e una strepitosa versione di "Rock'n Roll/Waiting for the Man" di Reediana memoria, occasione per fare un giro tra il pubblico, stringere mani dispensare sorrisi...passare a mezzo metro dal nostro naso!!
Emozioni a mille...adrenalina pura e rimbambimento totale da parte mia!!

Non può mancare "Because The Night" , che scatena il pubblico a ballare e scuote del tutto il Teatro e l'inno di sempre "People Have the Power".
Qui la gente è fraccata sotto il palco e canta alla grande con lei!
Un'ondata di voci scandisce il ritornello e riempie la mezzaluna romana con forza e decisione
"La gente ha il potere, credeteci"!!

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Forza, energia pura, incazzatura e punk (anche se un volume un po' più alto e distorto non ci sarebbe stato male...) caricano e fanno esplodere anche "My Generation" , altra perla ed altro doveroso tributo a chi le chitarre le sfasciava prima di tutti!!
In compenso, lei si sfascia la mano nel voler di spaccare le corde!!

Non lamentiamoci se un'ora e mezzo è poca.
Non scomodiamo paragoni con il Boss che ne suona tre (delle quali una sicura la dedica a parlare col pubblico e a far suonare la band).
Sul palco sono in quattro che suonano e una che canta, non in quindici.

Alla Divina si concede e si perdona tutto, anche perché lei viene dalla terra e la sua bella gavetta se l'è fatta altrochè!!

Usciamo accaldati nonostante la fresca serata veronese, per la birretta post-concerto obbligatoria.
Alla tua, "vecchia" papessa del punk-rock!!
E che i "giovini virgulti" che pensano di spaccare il mondo con due accordi vengano a scuola dalle tue parti!!

Articolo di Andrea Pasqualini

Foto di Nicola Lonardi

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Agosto 2015 21:49
 
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