The Who - Forum di Assago (MI) 19 sett. 2016

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Per l'ultima tappa europea (a ottobre faranno alcune date in America e poi riprenderanno il 30 marzo alla Royal Albert Hall con alcune date inglesi) del loro “51! Tour” gli Who tornano, dopo 49 anni,a Milano.

Preceduti dalle ottime recensioni del concerto tenuto 2 giorni prima (sabato 19 settembre) a Bologna, al Forum di Assago si respira l'aria del grande concerto già da quando, verso le 20, salgono sul palco gli ottimi “Slydigs”, che per una mezz'ora abbondante tengono il palco con buona energia, dimostrando di aver imparato la lezione degli Oasis e degli Stones molto, ma molto bene (e, infatti, al termine del loro set gli applausi arrivano pieni e convinti).

In attesa di Pete e Roger (sì, certo, anche degli altri, ma insomma è soprattutto per loro due che siamo tutti qui) sugli schermi scorrono immagini e descrizioni della carriera degli Who, poi alle 20.45 il megaschermo si fa tutto nero e appare una grande scritta bianca (in italiano): “Restate Calmi, arrivano GLI WHO”.

E in effetti gli Who non solo arrivano, ma addirittura escono con ben 10 minuti di anticipo sull'orario teorico di inizio (cosa mai successa, a memoria dello scrivente, che “qualche” concerto l'ha anche visto…).

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Sono proprio dei furbi, mi avevano promesso che stasera non avrebbe piovuto….e invece…..Mah, mi sa che Bernacca ci prendeva più di questi qua. E comunque, lasciatemelo dire: Ma Porco Demonio, avresti anche rotto il c…..!!!”

Al secondo  concerto consecutivo bagnato dalla pioggia degli undici areniani (almeno sei date sold out, più di 110.000 biglietti venduti) previsti per la partenza del Black Cat Tour, Zucchero ha salutato così i 12.000 di un’Arena che non aveva dovuto attendere l’ormai celeberrima intro di pianoforte di Partigiano reggiano per mettersi in movimento, visto che la pioggia ha battuto sul tempo il Blues-man reggiano trapiantato in Lunigiana iniziando a cadere pochi minuti prima che calasse il sipario teso sull’enorme palco e facendo scattare all’unisono la vestizione antipioggia.

Leggi tutto: Zucchero, Black Cat Tour - 17/09/2016 Arena di Verona

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Cosa fare dopo tre giorni di festival in cui hai sentito musica h24 e che ti ha lasciato dentro emozioni difficili da dimenticare? Semplice, si va ad un altro concerto!! Badate bene, qui non parliamo di un concerto qualunque, ma di un vero e proprio evento, visto che il protagonista è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni: parlo di mr. David Gilmour, 70enne con cinquant'anni di carriera, unanimemente riconosciuto tra i più grandi chitarristi di sempre ed anima di una delle band più innovative, carismatche ed influenti della storia: i Pink Floyd, più che una band un mito, un'icona aldilà del tempo.

gilmour01Lo show si svolge in uno scenario magico come quello della nostra Arena, l'impianto si mostra imponente sia a livello audio che di luci, che saranno grandi protagoniste della serata; sullo sfondo, il gigantesco occhio di floydiana memoria su cui si alterneranno immagini, filmati, diapositive ( che colpiscono e catturano anche al giorno d'oggi, per dire quanto fossero e siano avanti anni luce ) alternate a primi piani del maestro.

Recuperate un po' di energie dopo aver dormito 8 ore in quattro giorni, e dopo un ritorno al lavoro che a definirlo traumatico gli si farebbe un favore, io e il mio fidato compare di ventura Bicio entriamo nel nostro bel settore numerato e ci mettiamo comodi ad attendere l'inizio dello spettacolo.

Accanto a me, un signore che ha superato da un po' la cinquantina mi parla del concerto della sera prima ( al quale aveva partecipato, i veri fans fanno la doppietta!! ) e dei brividi che gli ha lasciato dentro; ottimo allora, non vorrà deluderci proprio stasera!!!

Gilmour entra in scena alle 21.05 e scalda subito l'ambiente con tre pezzi tratti dal suo ultimo lavoro solista,  Rattle that lock, uscito nel 2015.

Si parte con 5 a.m., un pezzo che va in crescendo, con una forte presenza delle tastiere ed un primo, forte accenno dello stile chitarristico di Gilmour.

Leggi tutto: David Gilmour, Arena Di Verona, 11 luglio 2016

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Treves Blues Band + Counting Crows + Bruce Springsteen

Alla vigilia, alcune stime parlavano addirittura di 100.000 spettatori; i paganti saranno “solamente” 60.000. Poco male, quando si guardava la “marea” di mani alzate al cielo, non si poteva non rimanere impressionati. Il concerto seguirà a grandi linee la struttura di quello visto a Milano il 3 luglio, ma offrirà diverse autentiche perle.

spring roma01Per noi gli ingredienti sono gli stessi che ci hanno accompagnato due anni fa al concerto dei Rolling Stones: la giusta compagnia, rimpinguata in genere e numero, la passione per la musica e la suggestiva ambientazione. Arriviamo ai cancelli, ancora chiusi, nel primissimo pomeriggio e nel giro di un’ora riusciamo ad entrare senza grossi intoppi, dopo essere stati perquisiti ed ispezionati con il metal detector: i fatti di Nizza di due giorni prima hanno indotto l'adozione di misure di sicurezza ben più ferree rispetto a quanto visto a Milano. Scendiamo quindi sul terreno del Circo Massimo e subito restiamo impressionati dall’entità dell’impianto audio-visivo: oltre al “solito” palco maestoso (ma sobrio), sono presenti tre coppie di torrette per l’amplificazione, posizionate a circa un quarto, a metà e a tre quarti della lunghezza della venue (unica soluzione possibile per ovviare al ritardo nella diffusione del suono, viste le dimensioni del sito).

Leggi tutto: Bruce Springsteen al Circo Massimo, 16 luglio 2016

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Chissà se le parole di Pace e Fratellanza che la Baez ha cantato stasera saranno mai arrivate ai terroristi (uno o più, non si sa) che hanno massacrato la gente di Nizza in festa per la Presa della Bastiglia.

Chissà se questi fanatici, armati anche da mani italiane, avranno mai udito canzoni come le sue…e capito il significato più profondo di un “Grazie alla Vita, che mi ha dato tanto”, loro, che quelle vite hanno falciato assieme alle proprie.

Chissà se gli inesistenti dèi del Cielo avranno pietà o puniranno i loro “fans” per questi crimini inimmaginabili…

…e si che la Grandissima Joan ha iniziato il concerto di stasera, in un teatro del Vittoriale gremito, cantando l’italianissima “Un Mondo d’Amore”, da sola, con la voce che a settantacinque anni ha ancora i toni da usignolo conosciuti ai tempi di Woodstock!

Leggi tutto: Joan Baez al Vittoriale, 14 luglio 2016