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Come per il Vestenastock, il messaggio che arriva è che "veniamo dalla terra" e questa terra è quindi da salvare. Contadini che seminano in apertura, per quello che sarà un grande raccolto (Harvest). Neil Young apre malinconico, al piano, con una "After The Gold Rush" ripresa da un lontano '71. E' subito poesia, tra tasti di piano e note di un'armonica che scorre vinbrante e amplificata da brividi!! Il seme argenteo di Madre Natura stava per volare verso una nuova casa nel sole.

nyoung00b01afterSulla sinistra, Villa Contarini col tramonto alle spalle... e pesanti nuvole nere in avvicinamento. Si sta freschi mentre parte la chitarra acustica sulle note di "Heart of gold", chiaramente cantata dalla quasi totalità del pubblico. Una partenza brillante in solitaria, poetica, intensa, malinconica. E in acustica riprende altri pezzi dall'album del '72, che scalò le classifiche americane dell'epoca. Procede con l'arpeggiata "The needle and the damage done" e con "Comes a time" (dall'album omonimo datato ottobre '78).

 

Ritorna quindi sui tasti bianchi e neri, ma questa volta quelli del vecchio organo con grossi ceri ai lati e il pellerossa di legno poco più in là che saluterà uscendo a fine concerto; e visto che il tour è anche una dedica alla Natura, ecco "Mother Earth" (Ragged Glory, 1990), canzone riscritta a partire da un pezzo del seicento, "The water is wild / O Waly Waly".

"How long can you give and not receive and feed this world ruled by greed / Per quanto tempo potrai dare e non ricevere e sfamare questo mondo governato dall'avidità".

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Lo ritroviamo alla chitarra con "Hold back the tears", ripescata, pensate un po', da "American Stars'n'Bars, conosciuto come l'album delle sbornie,  uscito nel '77 dopo varie incisioni recuperate tra il '74 e il '75 e con una seconda parte di album non completata per le serate a bere con Nicolette Larson (avrà avuto le sue ragioni...). Con i suoi anni e la lunga esperienza, ogni volta che Neil canta un pezzo così indietro nel tempo, immagino che gli riporti alla mente una vastità di pensieri legati a quella canzone.

"Trattieni le lacrime, provaci ancora, magari giri l'angolo e il tuo vero amore è lì ad attendere"

Restiamo malinconici e, mentre le nuvole ci salutano e puntano a sud, inizia "Helpless". Cominciano ad essere sempre più parte del concerto anche i Promise Of The Real, i giovanotti che accompagnano il maestro. Lukas e Micah Nelson (figli della star country Willie Nelson) alle chitarre e al piano, Anthony LoGerfo alla batteria, Corey McCormick al basso, Tato Melgar alle percussioni.

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"Old man" incanta sempre anche se il ritornello va davvero alto (che fatica!!!). "Vecchio, guarda la mia vita, somiglio molto a come eri tu". Segue "Only love can break your heart" (After the GoldRush, 1971), e la chitarra elettrica, seppur in maniera dolce comincia a sentirsi.

Poi la sorpresa... che non ti aspetti. Il giovane Nelson si mette al piano e canta "nel blu dipinto di blu". Diciamo che non sono riuscito a cantarla... e mi sono cascate un po' le braccia. Ma per spezzare una lancia a loro favore provo a vederla come un semplice omaggio verso l'Italia (comunque Neil non cantava eheh).

E si torna a "Harvest" con la splendida "Alabama"... e ora sì che ci si carica con chitarre elettriche e cattiveria nelle vene, contro lo schiavismo e il razzismo legalizzato degli stati del sud di qualche secolo fa (ma forse non così lontani). Una quasi continuazione della vulcanica "Southern man" pubblicata un anno prima.

12words17likeSegue "Words (between the lines of age"), una delle canzoni che preferisco del vecchio Neil, anche se il testo è troppo ermetico per lasciare messaggi di qualche tipo, ma la musica è spaziale, oltre all'eccitante stacco di tempo tra strofa cantata e intermezzo strumentale. Il bisonte lotta ancora, affaticato, sudatissimo,  ma sempre grintoso tanto da tenere in piedi canzoni con lunghe vibrazioni finali e tanta energia con la sua vecchia Gretsch White Falcon tra le mani, usata molto nelle sessioni di presentazione dell'album "Harvest".

"If I could have her tonight", canzone quasi dimenticata, rispolverata dall'album "Neil Young" (gennaio '69) appare più dolce e malinconica, così come la successiva "Winterlong",  ... ti ho aspettata tutto l'inverno...

Si apre quindi la parentesi rock/grunge di Weld, con "Powderfinger"(Rust Never Sleeps), "Mansion On the Hill" (Ragged Glory) e "Like a Hurricane" (American Stars'n'Bars). Un tris da assaporare saltando, e i Promise of the Real reggono bene il gioco in stile Crazy Horse, mentre Neil vola con la sua "Old Black", la sua chitarra storica "1953 Gibson Les Paul Goldtop", compagna di tanti concerti.

Profonda e intensa, "Down by the river", che i nostri cari F.A.L.C. spesso ci ripropongono e poi ancora un salto a "Ragged Glory" con la ballata "Country Home".

23rockinDopo aver spaziato tra i tanti album della sua carriera, giunge a destinazione con "Seed Justice", "Monsanto Years" e "Wolf Moon";  due pezzi elettrici e uno acustico, di protesta contro la Monsanto Company, multinazionale nota per la produzione di sementi transgeniche.

Si conclude col cantare tutti a squarciagola "Rockin' in the free world", così bella da non finire più; va calando, la riprendono, ripetono più volte il chorus e siamo pronti a tornare a casa soddisfatti, con una forte dose di adrenalina in corpo. E allora no... non finisce così, tutti a richiamarlo dentro per le ultime canzoni, per salutarci come si deve, per far vedere che può tenere un concerto di tre ore e che forse si sente ancora tanto giovane e grintoso.

E così nel finale sorprende ancora con "Like an Inca" (pensate un po', dall'album "Trans"), ricca di percussioni, e la splendida e dolce "Here we are in the years", dal suo primo album.

"Mentre la gente pianifica viaggi verso le stelle, si permette che un altro viale vada a sostituire una stradina di campagna. E' da pazzi" (Here we are in the years, 1969)

Articolo di Franco Massalongo

Foto di Franco Massalongo (prime 2) e Nicola Lonardi (tutte le altre)

Video da youtube.com

 

Set List

1 - After the gold rush / 2 - Heart of gold / 3 - The needle and the damage done / 4 - Comes a time / 5 - Mother Earth (Natural Anthem) / 6 - Hold back the tears / 7 - Helpless / 8 - Old man / 9 - Only love can break your heart / 10 - Nel blu dipinto di blu / 11 - Alabama / 12 - Words (between the lines of age) / 13 - If I could have her tonight / 14 - Winterlong / 15 - Powderfinger / 16 - Mansion on the hill / 17 - Like a hurricane / 18 - Down by the river / 19 - Country home / 20 - Seed Justice / 21 - Monsanto Years / 22 - Wolf Moon / 23 - Rockin' in the free world

Encore: 24 - Like an Inca / 25 - Here we are in the years