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Teatro Romano di Verona 03.06.2016

Di De Gregori si è detto e scritto di tutto e di più : spocchioso, antipatico, scostante, elegante,riservatissimo.

Gli aggettivi (spesso negativi,riguardo il suo carattere) si sprecano, ma a noi non interessa.
Siamo qua per ascoltare la sua musica e farci sopra due chiacchiere, il resto lo lasciamo ai gossippari di professione.

Incuriosita da questo suo album-tributo-traduzione fresco di pubblicazione, omaggio al Mastro Dylan, l'Allegra Brigata di Fracasso and Lonardi and Pasqualini family si appropinqua sulle scalinate nella splendida cornice del Teatro Romano.
Un posto bellissimo, forse il più caratteristico e intimo della città, dove chiunque è passato qua dentro, ha suonato al meglio (mi ricordo una incredibile Patti Smith e un indiavolato David Byrne nel '92)!!

 

degre2016 01Undici musici sul palco (3 chitarre/pedal steel, tastiere,basso,batteria,3 fiati,un violino e lui),hanno dato vita a due ore di musica spettacolari!!

Si parte sparatissimi con "L'Agnello di Dio" : potente riff di chitarre elettriche, basso in evidenza,tastiere a fare da tappeto, la sua voce molto molto in forma e un contrappunto di fiati di grande volume...inizio davvero notevole!
"Ciao a tutti...siamo qui per divertirvi e divertirci anche noi", tra le poche parole dette dal Deg all'inizio. E' meglio così, tutto sommato. Meglio che il tempo a disposizione si riempia di note.



degre2016 02"La leva calcistica della classe '68" è intensa, colorata nel finale da un assolo di fiati e cantata con convinzione. Ha ancora una gran voce, il Nostro!!

Fila via come una cannonata "Vai in Africa Celestino", con le elettriche in gran spolvero, seguita da una intensa "La storia siamo noi", pianistica quanto basta, ad introdurre una versione spaziale di "Adelante Adelante"!
Ecco le chitarre acustiche, la bravura di Lucio Bardi e Paolo Giovenchi, e una ritmica che sa di Sudamerica sostenuta da un bel giro di basso. La violinista/corista contribuisce a colorare il ritornello...gran bella versione!

Ha tutta l'aria di divertirsi, Ciccio De Gregori : ammicca, si muove, dirige, imbraccia la sua Gibson acustica, si concede qualche bell'assolo di armonica...difatti la seguente "Caterina", nella sua semplicità, è di grande effetto!

Scorrono via bene anche "Battere e levare", un country in odore di Nashville, e "Sempre e per sempre", pianistica, ben cantata.

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L'omaggio a Sua Bobbità lo abbiamo nelle successive tre canzoni : "Servire qualcuno" è in aria di Motown, fiati e cori soul, "Non dirle che non è così" la conosciamo da un po' di anni, e ci piace sempre, "Un angioletto come te" in fondo non è così male.

Ma il top, a mio parere,arriva con una infilata di tre perle che, assieme a "Pablo", mi hanno accapponato la pelle : "L'abbigliamento di un fuochista" dà spazio alla fisarmonica e prende un andazzo da transatlantico, dolce e amara nello stesso tempo, "Atlantide" mi spacca il cuore in quattro coi suoi barattoli di birra disperata nascosti sotto al letto...fantastica!!
Completa l'opera "ll canto delle sirene", chitarre elettriche in gran spolvero, pulsante grancassa, basso a far la sua...rock'n roll insomma!!

A mio parere, il momento top della serata!!

Anche "Generale" non sfigura, ma accidenti, l'abbiamo sentita ormai troppe volte.
Mentre "Il panorama di Betlemme" è più dylaniana delle altre, col violino sanguinante a richiamare "Hurricane"!!Bellissima!!

Scorrono bene "Ti leggo nel pensiero", "Titanic" e "Santa Lucia", e poi arriva quel capolavoro di "Pablo", cantata con un pathos da lacrimoni con l'organo che tiene in piedi tutto!! Indescrivibile bellezza!!

Se ormai ne abbiamo le palle piene di sentire "Rimmel"...beh, le acustiche ti inchiodano già dall'intro e la canzone cresce con i ripetuti assoli di armonica del Ciccio...anche qua molto più Dylan che nelle covers...

degre2016 06A tal proposito, la migliore in assoluto è "Come il giorno", già incisa anni fa in una sua raccolta, cover di "I Shall Be Released" , da ascoltare assolutamente!!!
E siamo già nei bis.

La Donna Cannone è bella ma è sempre quella, Il Fiorellino diventa una rivisitazione stile New Orleans con fiati e pianoforte di "Rainy Day Woman 13 & 35".

Che dire?
Il De Gregori è sempre più "cantante-di-una-band", e va bene così.
Messi da parte o quasi i momenti solistici, dà grande spazio (meritatissimo!!) ai suoi musicisti, soprattutto fiati e chitarre!

Sembra che il Nostro, dopo il tour del 2011 con Dalla, sia diventato più "alla mano" , come se il compianto musicista bolognese gli avesse lasciato in eredità un po' della sua verve e del suo brio informale e pazzoide!

Indubbiamente un gran bel Gruppo, quindi...con un ottimo cantante!

Articolo di Andrea Pasqualini

Foto di Nicola Lonardi