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MARLENE KUNTZ + AFTERHOURS AL TEATRO ROMANO, 29 e 30 maggio 2009
Già al lavoro ormai la testa è indirizzata alle due serate al teatro romano, Marlene Kuntz la prima serata e Afterhours la seconda.
Dopo una mattinata di sole, il tempo cambia e l’acquazzone pomeridiano abbassa improvvisamente la temperature. Muniti di k-way e cuscinetti anti-dolore-al-culo utili nelle ore da passare seduti sui sassi del teatro romano arriviamo con un po’ di freddo all’entrata.
Tutto pronto, di fronte al palco in attesa che inizi il concerto. Il freddo si fa sentire e ci copriamo con i k-way da un euro per sentire meno il vento. Alle 21 non entrano ancora… attendono che si oscuri ancora un po’ il cielo, alle 21.20 circa cominciano a comparire delle ombre dai lati del palco.
Applausi scroscianti accolgono l’ingresso dei Marlene Kuntz che, dopo il benvenuto del cantante Cristiano Godano, aprono le danze con i pezzi più rock della loro carriera. Troppi i brani della serata per ricordarli tutti, in quanto è stata una lunga carrellata e si sono concessi pure diverse canzoni a fine concerto come “bis”… “per non farci chiamare dentro ogni volta non usciamo più e portiamo a termine la scaletta” tanto per citare ciò che più o meno ha detto Godano.
Molti pezzi rock, come dicevo, tra i quali “Festa Mesta” e la dura, poetica, intrigante “Nuotando Nell’Aria” … pelle è la tua proprio quella che mi manca… I Marlene hanno inoltre cantato “Canzone In Prigione”, pezzo che chiude il film di Davide Ferrario “Tutta Colpa Di Giuda”, “Pregiudizio” e la rivisitazione di “Impressioni Di Settembre” della PFM. Vale la pena inoltre ricordare la travolgente canzone “spacca-tutto!” “Sonica” e la tenebrosa, inquietante “Fantasmi” contenuta nell’ultimo album “Uno”, escludendo la raccolta.
Il sabato la giornata si apre calda e promette bene. Alla sera la temperatura è ottimale e l’atmosfera è ancora più accesa. Diciamo che i Marlene sono un po’ come il carro di buoi di quel famoso proverbio… insomma tirano meno degli Afterhours. C’è decisamente più gente e il nostro stesso gruppo da tre si allarga a dieci persone.
Gli Afterhours aprono con i loro cavalli di battaglia, da “Male Di Miele” a “Quello Che Non C’è”, oltre alla elettrica e contorta “Milano Circonvallazione Esterna”, alla romantica, mielosa “Non è Per Sempre”, alla carismatica “Ballata Per La Mia Piccola Iena”.
Conquistano il pubblico con una sobria versione di “Wonderful World” per approdare alla incantevole atmosfera da brivido di “Ci Sono Molti Modi”.
Durante il concerto ha partecipato, come preannunciato, Cristiano Godano, che ha cantato con gli Afterhours alcune canzoni tra le quali ancora “Impressioni di Settembre” della PFM e la strepitosa “Uno” dei Marlene Kuntz.
Il pubblico si infiamma e scende davanti al palco, con gli Afterhours che lentamente aprono sulle note di “Bye Bye Bombay” e via via con “La Gente Sta Male” e “Il Sangue Di Giuda” dove il cantante lascia voce agli spettatori che, inizialmente timidi, si caricano un po’ alla volta fino ad urlare l’ultima frase prima del ritornello “… il mio cazzo inutile”.
Articolo di Franco Massalongo
Foto Afterhours di Bruno Massalongo
Foto Marlene Kuntz fonte: http://2.bp.blogspot.com
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